venerdì 24 aprile 2015

Arrivo in Giappone

Seul, sveglia alle 9:00. Oggi sarà una di quelle giornate come quando al Giro d'Italia fanno il trasferimento da una città all'altra. Solo che noi stiamo lasciando la Corea del Sud per andare ancora più a oriente, verso il Giappone. Ultimo caffè da Pascucci. Alla stazione di Gangnam io e Daniel incontriamo Adal e Nadia. Per arrivare all'aeroporto di Gimpo avevamo almeno tre opzioni fattibili. Prenotare un van-taxi che per quattro persone e sette valigie a 50'000 won, circa 46 euro. Il bus 6000 a 7'000 won. Oppure la metro, linea verde 2 e poi linea viola 5, a circa 1'550 won, ma con qualche scala in più da fare. Vada per questa.
Da Seul Gimpo il volo verso Tokyo Haneda è operato dalla compagnia Asiana che in circa due ore ci porta sulla città di Godzilla. Al tramonto appare il simmetrico Monte Fuji.
All'arrivo solita prassi di controllo passaporto, con presa di impronte digitali e foto in primo piano. Lo sportello informazioni della JR in pochi minuti converte il nostro Japan Rail Pass. Con la monorotaia facciamo una fermata intermedia.
Il tipo losco dai capelli lunghi passa dove gli pare, dando spintoni per poi pulirsi il braccio.
Con la Yamanote Line arriviamo a Shinagawa. Dal treno si percepisce cosa sia Tokyo, con il treno in rallentamento si delineano i volti di chi sul treno sta per salire, una griglia spropositata che non si sa come possa salire a bordo. Si apre la porta, e bagagli alla mano stiamo per scontrarci con la massa umana, ma questo non avviene: d'efficienza giapponese fa disporre in fila indiana chi si accinge a salire, e ci ritroviamo a passare in un corridoio di persone che sembra quasi uno scherzo. In Italia non si sarebbero risparmiati spintoni e in molti avrebbero atteso il treno successivo.
Abbiamo posti prenotati per lo Shinkansen Hikari 531 delle 19.40. Partono in continuazione a ritmo di uno ogni sei minuti, altro che Frecciarossa!
La Stazione di Kyoto. Ora il problema è trovare l'appartamento visto che le strade secondario non hanno il nome della via e gli edifici sono contraddistinti da numeri. Un ragazzino cartellina alla mano ci guida nella zona, ora occorre trovare l'isolato giusto e il civico giusto, numero che non è indicato da alcuna parte! Si affaccia da un ristorante un signore che sa parlare molto bene l'inglese, e considerando che il suo locale è all'orario di chiusura ci porta a destinazione, compatta.

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