lunedì 20 aprile 2015

Primo giorno a Seul

Il bus che da Incheon porta in centro percorre circa un'ora di strada. Caratteristici palazzi dalla superficie di base di un appartamento monofamiliare si estendono per almeno 16 piani in altezza culminando con tetti spioventi. Ponti e ponti trafiggono le coste del fiume. Piove. Si è fatto tardi e capire la direzione della metro verde non è così immediato. Salvo poi capire che i due binari affiancano la stessa banchina.
Capire un indirizzo avendo solo una specie di numero civico 133-1 e nessuna traccia di una via richiede doti da rabdomanti, che non siamo. Alzo l'indice a richiamare un taxi. Lui non capisce l'inglese, non capisce proprio il nome dell'hotel, sicché la lingua di comunicazione più efficace è quella numerica. 3000 won per un centinaio di metri. Ma non è ancora mezzogiorno e per il check-in occorre attendere 15:00. Depositiamo i bagagli e giriamo per una delle strade principali di Gangnam. Diversi negozi e attività brandizzati. Il più marchiato è un palazzo con due granchi giganti che si arrampicano verso l'ultimo piano.
Riposo pomeridiano per smaltire il jetlag. Tra le vie del stazione di Gangnam, tra piccoli negozi vari, si riconosce lo stile del quartiere. Ragazzi e ragazze giovani difficilmente sopra i trent'anni, che passeggiano soli o in due. Look specie per le ragazze curato ma senza cadere nell'esagerazione. Scarpe senza tacchi per camminare molto. Qualche ragazzo che ha fatto la scoperta dei risvoltini ai pantaloni.
Visitiamo la zona antistante al Coex, con i suoi templi lungo la fiancata della collina. Lampade illuminate e poi una tiritera cantata dal monaco con i suoi seguaci. Continua a piovere. Entriamo nel Coex, con i lavori di rifinitura che proseguono. La sala da ballo è oltre, scendiamo nella zona dei negozi. Cena in un ristorantino coreano nuovo nuovo, birra Cass. Il piatto è tipicamente unico. Con riso, carne, germogli, insalata e una salsina piccante ad amalgamare il tutto.

Nessun commento:

Posta un commento